Monte Dall'Ora è un'azienda agricola familiare nel cuore della Valpolicella classica, sul colle di Castelrotto, dove la viticoltura è documentata fin dal V secolo. Carlo e Alessandra Venturini, insieme alla loro famiglia, coltivano la vigna con approccio biodinamico e producono vini mono-cru da uve autoctone, con l'obiettivo di esprimere il terroir nella sua forma più autentica.
Perché scegliere Monte Dall'Ora
Monte Dall'Ora è una delle realtà di riferimento della Valpolicella per chi cerca vini territoriali, personali e longevi. Ogni etichetta nasce da un singolo vigneto — una scelta precisa che permette di leggere il terroir e l'andamento stagionale senza mediazioni. I vigneti si trovano su terrazze rivolte a sud-est verso Verona, su un basamento calcareo e calcarenitico di origine eocenica: rocce friabili che drenano l'acqua in eccesso e spingono le radici in profondità, estraendo mineralità preziosa.
Nessun concime chimico, nessun diserbante, nessun pesticida. Solo lieviti indigeni, fermentazioni spontanee e il tempo necessario: piccoli tini in acciaio per il Valpolicella, in legno per l'Amarone. Vini complessi, emozionanti, con un'anima riconoscibile che cambia sfumatura ogni anno.
I vigneti e i vitigni
Su quattro cru distinti — Monte Dall'Ora, Camporenzo, San Giorgio e Sausto — crescono esclusivamente varietà autoctone della Valpolicella: Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara, Dindarella e Oseleta, allevate a pergola veronese. A San Giorgio nasce il Valpolicella Superiore di alta collina, dove finezza e verticalità sono predominanti. A Sausto è in corso un nuovo progetto di vigneto sinergico.
Accanto ai filari crescono piante aromatiche, ciliegi e olivi. La policoltura, le erbe spontanee, gli insetti e le api sono parte integrante dell'ecosistema: un giardino vivo, curato con tisane di ortica, tarassaco, achillea, salvia e menta piperita irrorate su foglie e grappoli durante l'estate.
La cantina
La cantina è scavata nella roccia calcarea e progettata con materiali naturali del territorio, con attenzione al risparmio energetico. Nel fruttaio, due grandi finestre permettono la circolazione naturale dell'aria durante l'appassimento dei grappoli per Amarone e Recioto, senza forzature. Le fermentazioni sono spontanee, affidate ai lieviti indigeni presenti sulle bucce.